Il 13 settembre ha una strana vocazione per i capolavori nati da materiali scartati e per le sfide impossibili.
La Chiesa cattolica celebra oggi san Giovanni Crisostomo, patriarca di Costantinopoli chiamato «Bocca d'oro» per la potenza della sua predicazione, capace di denunciare la corruzione della corte imperiale pagando la sua coerenza con l'esilio. Chi festeggia l'onomastico legandosi a questa figura austera e limpida trova un modello di coraggio civile e fede sincera.
Nel 1501, a Firenze, il 13 settembre un giovane Michelangelo Buonarroti si metteva al lavoro su un blocco di marmo gigantesco che giaceva da quarant'anni nel cortile dell'Opera del Duomo, abbandonato da altri scultori perché ritenuto difettoso e inservibile: da quello "scarto" Michelangelo tirò fuori il David, il capolavoro assoluto dell'arte rinascimentale.
A proposito di destini bizzarri, il 13 settembre 1848 un caposquadra delle ferrovie americane di nome Phineas Gage veniva trafitto alla testa da una sbarra di ferro esplosa per errore durante i lavori sui binari: sopravvisse miracolosamente, ma con la personalità del tutto stravolta, diventando per oltre un secolo il caso più studiato dalle neuroscienze moderne. E nel 1993, sul prato della Casa Bianca, il 13 settembre vedeva la storica stretta di mano tra Yitzhak Rabin e Yasser Arafat per gli Accordi di Oslo, a dimostrare che la speranza di pace sa farsi strada anche nei terreni più impervi.
Tra i nati di oggi ci sono Andrea Mantegna, maestro della prospettiva, e Roald Dahl, che ha incantato generazioni di bambini con la sua Fabbrica di Cioccolato. Buon 13 settembre a chi sa tirare fuori bellezza anche dalle cose imperfette.